Cose semplici.

10299959_10204624862362083_3366930096012377352_n Il week end è finito e la settimana comincia male.

Primo perché è Lunedì. Poi perché piove. Poi perché l’unico ombrello disponibile era quello di Hello Kitty. Poi perché ho una punta di mal di gola. Poi perché mi sono lisciata i capelli ma con l’umidità è una battaglia persa. Poi perché ho divuto prendere la metro e la metro puzza. 1932491_10204624908763243_3842007997168097108_n-1Fortuna che il week end è stato bello, dai.
Tutto è cominciato Venerdì quando alle ore 19.00 io e Donald ci siamo tappati in casa, in pigiama, abbiamo ha cucinato un ottimo pesce spada con pomodorini e poi ci siamo buttati sul divano con due coppe di gelato d’ordinanza. Sabato mattina ci siamo svegliati presto e siamo andati a Parma. Lui è di origini parmigiane e a me è una città che piace molto. Pranzo dalle “Sorelle Picchi” in via Farini (CONSIGLIATISSIMO) e ritorno.

10615408_10204607203520623_190722617053096038_nLa sera, sempre sul divano, in pigiama e gelatomuniti, abbiamo guardato il volley femminile. Peccato per le azzurre che non sono riuscite ad andare in finale.Domenica, sveglia con calma, colazione con calma, caffè al bar con calma, giretto nel quartiere con calma, pranzo con calma e lavoro con calma. La sera, pizza, divano, pigiama e gelat … no, niente gelato.

Lo so, non abbiamo fatto nulla di fantasmagorico. Ma a me è parso tutto intimamente bellissimo.

 

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Limoniamo.

30081734-se-la-vita-ti-da-limoni-fai-la-limonata-poster-in-stile-vintage-illustrazione-vettorialeQuesta mattina io e Donald abbiamo cominciato la “cura del limone”. Non so se il termine “cura” sia corretto ma non saprei in quale altro modo chiamarla. Del resto, non è nemmeno una dieta.

Funziona così: ogni mattina, a stomaco vuoto, si beve succo di limone.
Per le prime due settimane, se ne spreme uno solo.Alla terza, tre.
Alla quarta, se non siete morti nel frattempo, cinque.
Raggiunto l’apice, si scende: 3, 1, 1.

Pare che il suo potere alcalinizzante rigeneri il corpo, faccia bene al fegato e anche alla pelle. Poi è indubbiamente una ricca fonte di Vitamina C. Ognuno reagisce in maniera propria quindi questo non è un invito a cominciare.
Personalmente, lì per lì, mi si è accartocciata pure l’anima. Intanto Donald, buttava giù l’ultimo sorso col sorriso sulle labbra e diceva: “Beh alla fine lascia anche una sensazione piacevole”.

A me ha lasciato anche la bocca a culo di gallina per i successivi 5 minuti.

Polvere, mobili e Champagne.

Dai sù, dai, dai che ce la facciamo. Dai che tutto si compone, che tutto finisce e finalmente ste 4 pareti col tetto diventano una casa. Dai.

Se Dio ci assiste, Venerdì il bagnetto è pronto. I muratori se ne vanno con i loro secchi e i loro attrezzi e io posso finalmente staccare la carta dal pavimento, messa per evitare che lo uccidessero del tutto e ricettacolo di polvere che manco uno swiffer passato in soffitta.

Ormai passiamo ogni minuto libero a montare mobili, all’Ikea siamo di casa e io sono in modalità *rigetto*. Abbiamo anche comprato l’aspirapolvere nuova ed è impensabile come questo mi abbia reso felice: sorridere per un elettrodomestico nuovo che ti dia veramente in quello che devi fare. Fa molto casalinga anni ’50, quando tutto era una novità e un aiuto concreto, lo so, ma provateci voi a togliere polvere con un robo vecchio che non aspira ma sputa o una scopa che la sposta da qua a là senza un senso. Oh.

In tutto questo , però, Domenica ci siamo presi una pausa e per il compleanno di Donald siamo andati a pranzo in Monferrato. Gli ho fatto una sorpresa e l’ho portato “A casa di Babette” ,  una locanda champagnerie a Rosignano Monferrato. Abbiamo mangiato molto bene, in un ambiente country chic, e bevuto meglio: la carta propone sia vini locali sia Champagne. Arrivano tutti da piccole aziende francesi e non superano le 40 euro a bottiglia.
In più, un servizio veloce, cortese e una crema al gorgonzola, mascarpone e champagne come loro storica entrée, ne fanno un posto consigliato.

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“Sei già in piedi oppure dooormiiii?!”

Svegliarsi e parlare canticchiando una canzone di Frozen, proprio nel senso di mettere in musica tutto ciò che ci stavamo dicendo, non è esattamente segno di sanità mentale. Ma come possiamo esserlo nella situazione casalinga in cui ci troviamo?
Ieri sera, per dire, entriamo e ci troviamo una vasca in cucina.
Stanno infatti rifacendo un bagno, quello che faceva piovere al piano di sotto, e aggiunto disastro al disastro.
Certo, a voler essere ottimisti, si intravede la luce in fondo al tunnel: la casa, piano piano, sta prendendo forma. Se si socchiudono gli occhi e si guardano solo gli angoli (pochi) in cui non sono ammassate cose, è vivibile e bella.
Mi fa ridere il fatto che io pensavo di sistemare tutto nella settimana successiva al trasloco. Ahahahhah, che tenerezza.
Donald dice che sarà tutto sistemato a fine Ottobre, io pretendo prima.
Sennò parto per le Galapagos e torno a Marzo.

Sarà pronta a Marzo?

Una foto, vi prego, all’amore.

Su Repubblica ho trovato questa raccolta fotografica:
‘Weddings 2014 Best of the Best Engagement Photo Contest’

52 foto che ritraggono l’amore nel modo più creativo e tecnicamente migliore.
A me piacciono la 27 e la 32.

La 27 è l’unica che non mostra i volti in primo piano o i corpi a figura intera, mi lascia quindi immaginare come voglio quello che mani, visi e teste stiano facendo.
I colori così vivi, il cielo magrittiano a contrasto con il contesto urbano, sono un altro punto a favore.

La 32 non è ambientata e, con questo fondo bianco, focalizza tutta l’attenzione sulla coppia. Coppia che esprime, a mio parere, totale sintonia e fiducia: lui si sporge verso di lei e la tiene, lei si lascia andare senza remore e si affida completamente alle braccia di lui.

Questa è la nostra:

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Chi si somiglia si piglia ma anche gli opposti si attraggono.

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La coppia perfetta è quella composta da persone simili o diverse?

Secondo me la coppia migliore è quella che mixa somiglianze e differenze.

Io e Donald siamo compatibili al 90% e diversi per il restante 10. Ma tanto diversi, proprio agli antipodi. Così distanti che manco ci vediamo. Il gioco è trovare comunque un incastro.

1- LO SPORT

Lui è del Parma e io della Juve ma guardiamo insieme le reciproche partite e, un pochino pochino pochino, facciamo il tifo per la squadra dell’altro.

2 – IL SONNO

Lui può dormire OVUNQUE,  in QUALUNQUE condizione e nel 100% dei casi non riesce ad ascoltare la parola “buonanotte” perché alla prima “N” è già andato. Io ho bisogno di buio, silenzio, un buon letto (pulito) e un ottimo cuscino, una bara praticamente. Solo che prima di prendere sonno mi giro e mi rigiro come un pollo sullo spiedo e nella bara non ci sarebbe spazio. Il suo sonno profondo e immediato mi permette di ballare la taranta senza problemi.

3 – IL CIBO

A entrambi piace mangiare e bere bene, sperimentare posti nuovi anche per una semplice colazione. Detto questo, lui non ha uno stomaco ma una macchina trita-cibo che gli permette di mangiare  un panino cipolla, carne, peperoni, salse varie all’una di notte e zompettare leggero come una Winx. A parità di prestazione sarei finita nella bara di cui sopra.

4 – ORDINE

Lui è il caos con qualche punta di ordine. Io sono l’ordine con qualche punta di caos. Di buono c’è che caos e caos non si incontrano mai.

5 – LA PUNTUALITA’

Gli orologi svizzeri chiedono l’ora a me, tanto sono puntuale. Gli orologi rotti sono più puntuali di lui.

6 – CULO.

Donald ha culo. Inteso nel senso che le situazioni, alla fine, gli si volgono sempre a favore. Lui è quello che trova parcheggio davanti al cinema di Sabato sera, che si presenta alle 19.01 davanti ad un negozio che chiude alle 19 e che entra lo stesso perché il commesso s’è scordato di tirare giù la serranda. Che comincia a prepararsi dieci minuti prima dell’ora di un appuntamento e lo chiamano perché sono in ritardo maggiore gli altri. Che si dimentica di annaffiare le piante morenti e se le ritrova rigogliose perché nel frattempo s’è scatenato un temporale improvviso. Io non ho piante, vado al cinema a piedi e sono sempre puntuale: non posso dire né di avere fortuna né di essere sfigata, semplicemente il caso non deve scomodarsi per venirmi in soccorso. Insieme, è sempre una lotta tra il mio pragmatismo e il suo culo. Spesso, devo ammetterlo, vince il culo.

7 – LA TESTA.
Dopo il culo, la testa. Quella che io ho ben piantata sul collo e Donald sospesa tra le nuvole. Io sono sistematica e, a tratti, robotica. È molto molto difficile che perda qualcosa, che mi dimentichi qualcosa da qualche parte o che non sappia dove ho messo un oggetto. Può capitare ma, chiedete a Messner, anche di vedere lo Yeti, può capitare. Lui riesce a dimenticare il bancomat in un negozio e le scarpe nello spogliatoio del calcetto, a non trovare i vestiti in casa e a non avere la più pallida idea di dove siano documenti o chiavi. Lui ritrova sempre tutto, io gli faccio da reminder umano.

8 – VACANZE.
Lui è uno stambecco, io un pesce. Io sto sotto il sole a oltranza, lui si dedica alla caccia dell’ombra. Andiamo un pochino in montagna e taaaaanto al mare.

9 – CLIMA.
Lui è lo Yeti visto da Messner. Io un’ananas al sole dei tropici. Lui fa la doccia con l’acqua tiepido-fredda. Io con l’acqua pronta per buttare la pasta. Qui non c’è modo di incontrarci tranne a letto d’inverno quando io, con miei -20 gradi di temperatura corporea, mi incollo a lui con i suoi +300.

10 – GELATO.
Io sono iscritta al “Cioccolato fondente 70% fun club”, ho fondato l’associazione “Il gelato senza panna non è gelato” e sono socia onoraria del circolo “Quelli che il gelato solo nel cono”. Lui cioccolato bianco e in coppetta.

Allerta crisi.